“Dovete prendere le stelle sopra la vostra testa e ridistribuirle secondo le vostre passioni: è questo che ci ha insegnato Lusetti”, ha affermato Roberto Gotti, presidente dell’Archivio-Museo Domenico Lusetti di Botticino, durante una lezione speciale rivolta agli studenti di Pontevico.
La monografia dedicata a Domenico Lusetti
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Il 10 aprile, il teatro comunale ha accolto gli studenti delle scuole elementari e medie per un’iniziativa unica: partecipare attivamente alla creazione di una monografia dedicata a Domenico Lusetti, scultore originario di Pontevico. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Dolci, che ogni anno onora un artista bresciano scomparso. Quest’anno, l’attenzione è rivolta a Lusetti, il ventisettesimo artista celebrato.
“Come in altre occasioni abbiamo deciso di creare un evento di questo genere: coinvolgere le scuole di Pontevico, città natale dello scultore, dove i ragazzi conosceranno il loro concittadino e le sue opere e ne daranno una critica, bella o brutta che sia. Tutte queste espressioni saranno raccolte in una sezione apposita nella monografia che stiamo preparando e che verrà presentata assieme alla mostra antologica il 24 ottobre presso il Museo Dolci in via Raffaello in San Polo a Brescia”,
ha dichiarato Ermes Pasini, consigliere della Fondazione, presente all’evento insieme a Angelo Carini e al presidente Eugenio Busi.
Il coinvolgimento degli studenti
La Fondazione mira a catturare la spontaneità e la freschezza dei ragazzi, poiché l’arte è anche ispirazione ed emozione diretta. Gli studenti hanno potuto ammirare una selezione di opere di Lusetti, grazie all’ex assessore alla Cultura Mario Ferrari, che ha contribuito a riportare alla luce l’artista a Pontevico con la mostra “Lusetti il superamento del male” nel 2023. Presenti anche il sindaco Luca Bosio e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Pontevico Fabiola Pierantoni. Roberto Gotti ha saputo coinvolgere i ragazzi, spiegando che l’arte è uno strumento di espressione e un modo per costruire se stessi e comunicare col mondo.
“Domenico era uno di voi – ha ripetuto – era sgridato spesso dalla nonna, e lui ne sentiva il peso. Era gracilino, non andava bene a scuola, da piccolo ha sofferto l’assenza del padre che è stato al fronte per due anni. Aveva un rapporto difficile con i compagni, temendo il loro giudizio, ma possedeva una grande sensibilità, spesso scambiata per debolezza. Ha saputo utilizzare le sue emozioni per superare i momenti più bui della sua vita, ricordiamo che è stato anche internato in un campo di concentramento”.
L’arte ha trionfato: le sculture di Lusetti hanno trovato riconoscimento a livello mondiale, dai collezionisti privati alle esposizioni a New York. Paradossalmente, il sostegno a lui è meno forte nella sua città natale, ma la situazione sta cambiando. Gli studenti sono rimasti affascinati dalle opere e dalle parole di Gotti, ponendo numerose domande per approfondire non solo l’arte, ma anche la figura dell’artista. Per due settimane, gli alunni sono stati i “custodi” dell’arte di Lusetti, con un’esposizione dedicata presente nella scuola elementare, accessibile a tutti. Questi ragazzi contribuiranno in modo significativo alla monografia su Lusetti, mentre alcuni sognano un archivio-museo delle sue opere a Pontevico, o addirittura di intitolargli una via. È evidente che Pontevico sta riscoprendo il suo artista.