Il rifugio segreto di Dello durante l’occupazione tedesca.
Un viaggio nella memoria a Dello
Il 25 aprile 2026, Dello ha vissuto una giornata che è andata oltre la semplice celebrazione istituzionale, diventando un viaggio nella memoria collettiva. La manifestazione ha unito le comunità di Corticelle Pieve, Boldeniga e Quinzanello, rendendo omaggio al coraggio silenzioso di Costanzo Dordoni. La giornata si è sviluppata attraverso la scoperta di una storia straordinaria, culminando con un ingresso solenne nel cortile di Casa Dordoni a Quinzanello.
Questo luogo, che tra il 1943 e il 1945 rappresentò un porto sicuro per la libertà, è stato al centro dell’intervento del presidente dell’Associazione Combattenti, Giovanni Gregorio. Egli ha rievocato gli anni in cui quel cortile era un vivace centro operativo delle Fiamme Verdi, un rifugio dove, al grido silenzioso di «Mi manda San Francesco», si rifugiarono ricercati politici, partigiani e intere famiglie, arrivando ad ospitare fino a diciotto persone contemporaneamente, tutto sotto gli occhi delle pattuglie tedesche.
Il toccante racconto di Gian Santo Dordoni
Il momento di maggiore commozione è arrivato con l’intervento di Gian Santo Dordoni, figlio di Costanzo. A oltre novant’anni, ha affascinato i presenti con una lucidità sorprendente, raccontando come un bambino percepiva quel clima di “generosa imprudenza”. Ha condiviso ricordi di un passato che vive nei messaggi sussurrati e nella coerenza di un padre che considerava la solidarietà l’unico vero coraggio.
«Prima di lasciare quel cortile carico di storia – ha ricordato Gregorio – abbiamo assistito alla scopertura della targa commemorativa affissa sul grande portone, un segno indelebile che testimonierà a ogni passante il sacrificio e l’umanità della famiglia Dordoni».
Successivamente, la cerimonia si è trasferita a Dello, trasformandosi in un imponente corteo guidato dal Sindaco, dal Comandante della Stazione dei Carabinieri e dalle associazioni d’arma, accompagnati dalla Banda Civica e da numerosi cittadini.
Dopo aver reso omaggio ai monumenti degli Alpini, dell’Aeronautica e dell’Artiglieria, il corteo si è radunato in piazza davanti al Monumento ai Caduti. Qui, la storia di Casa Dordoni è stata nuovamente narrata per onorare il valore civile di questa terra. Gian Santo ha voluto prendere la parola ancora una volta, regalando ulteriori frammenti della sua vita che hanno sciolto ogni formalità, commuovendo visibilmente anche il Sindaco.
«Vedere l’intera famiglia Dordoni riunita, con i nipoti stretti attorno a Gian Santo, è stato il ritratto più bello di questa Liberazione: la dimostrazione che certe storie non restano chiuse dietro un portone, ma continuano a camminare sulle gambe di chi resta», ha concluso Gregorio.