A Bruxelles, la Si può Fare Band ha dato vita a un evento di musica e solidarietà, coinvolgendo i politici in un’esperienza di inclusione tangibile.
Un concerto a Bruxelles
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Il concerto, tenutosi martedì 5 maggio, è stato reso possibile grazie all’invito dell’onorevole Mariateresa Vivaldini, ex sindaco di Pavone del Mella, e all’intervento dell’assessore alla Cultura di Manerbio, Sara Barbi. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi sostenitori, tra cui Michele Assini, responsabile di zona dei Lions Diavoli rossi di Ghedi, Daniela Rossi, Governatrice Lions del distretto di Brescia, Mantova e Cremona, e Diego Bazoli di Orgoglio bresciano.
I saluti delle autorità
“Complimenti e benvenuti: se noi qui abbiamo l’onere e la responsabilità di rendere da un punto di vista istituzionale le norme calzanti per la vita delle persone, voi siete quelli che le traducono in realtà, quindi veramente oggi ci avete dato un esempio importante. Momenti come questo servono più a noi che a voi per capire che cosa possiamo migliorare”, ha dichiarato Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento europeo.
Ad accogliere i musicisti, i membri del gruppo ECR, tra cui l’onorevole Mariateresa Vivaldini, Chiara Gemma, Nora Junco Garcia e Georgiana Teodorescu, rispettivamente di Italia, Spagna e Romania.
“Un saluto a tutti voi, cari ragazzi, genitori e amici, ma soprattutto al Presidente della Si può Fare Band, Davide Zubani. Questa giornata ha per me un significato profondo, perché parla anche delle mie radici. Vengo da Pavone del Mella, dove sono sindaco da 12 anni, e so bene che cosa nasce in questi territori: comunità vere, relazioni solide, esperienze che non restano idee, ma diventano realtà. Essere qui oggi per Si può fare band significa raccontare proprio questo: un’Europa che prende forma attraverso le persone, le relazioni e i talenti. L’associazione nasce da un’intuizione semplice, ma potente: utilizzare la musica come strumento di inclusione reale. Non è solo una band, è un progetto strutturato, un laboratorio permanente che coinvolge persone con disabilità, educatori, musicisti, famiglie e volontari. Oggi questo percorso coinvolge circa 50 persone con disabilità, con centinaia di ore di attività ogni anno tra prove, formazione e concerti. Attorno a loro si costruisce una comunità ancora più ampia, fatta di relazioni, partecipazione e crescita condivisa. Non si tratta solo di fare musica. Qui si costruiscono competenze, autonomia ed esperienze. Si sale su palchi veri, si lavora come una vera band, con responsabilità, impegno e obiettivi comuni. Questa esperienza ci consegna un messaggio molto chiaro: l’inclusione non è un obiettivo da raggiungere, è una realtà che si costruisce ogni giorno, insieme”.
Anche Zubani, nel suo discorso, ha voluto enfatizzare il valore dell’arte:
“L’arte è un linguaggio universale, uno spazio di libertà, uno strumento di giustizia. L’arte, tutta l’arte, non chiede permesso. Non compila moduli. Non si presenta con una diagnosi sotto il braccio. L’arte semplicemente accade, e in quell’accadere porta con sé una verità potente e sovversiva: che ogni essere umano ha qualcosa di unico e irripetibile da dire al mondo. Per le persone con disabilità questa verità assume una dimensione ancora più profonda. In una società che tende ancora oggi, nonostante i numerosi progressi, a definire le persone per ciò che NON riescono a fare, l’arte ribalta completamente la prospettiva. L’arte dice: non conta ciò che non puoi, conta ciò che sei. L’arte è lo spazio in cui la persona (finalmente e pienamente) precede la disabilità”.
Orgoglio bresciano
Diego Bazoli, front man di Orgoglio Bresciano, ha sottolineato l’importanza di esperienze come queste:
“Sono ospite di Si può fare band, rappresento il mio marchio Orgoglio Bresciano e quale orgoglio bresciano migliore se non Si può fare band che all’estero, in questo caso al Parlamento europeo, sta portando avanti i valori e la tradizione di una brescianità fatta di persone capaci di fare e trasmettere tanto. Qui c’è il cuore di tante famiglie di Brescia, c’è il cuore dei ragazzi. Non è solo musica, ma un vero spettacolo, qualcosa di unico. Credo che così tanti bresciani nel Parlamento europeo non si siano mai visti e ho voluto essere qui per documentare sulla nostra pagina l’essenza dell’orgoglio bresciano. Ringrazio tutte le famiglie che mi hanno ospitato, ringrazio Davide che mi ha fortemente voluto e grazie anche a voi che comunicate questo perché è molto importante, perché Brescia è anche questo: Brescia è amore”.