Quando si afferma di “fare della propria vita un capolavoro”, Cristoforo Costa è la prova vivente che ciò è possibile.
Un uomo indimenticabile per Pontevico
La comunità di Pontevico ha dato l’addio a Cristoforo Costa, scomparso all’età di 88 anni lo scorso martedì. Amato per il suo buonumore e la sua allegria, era conosciuto anche per il supporto all’autoscuola del figlio Alessandro e della nuora Paola. La vita di Cristoforo è stata un viaggio straordinario, ricco di magia.
Il suo sorriso e il suo cuore generoso continuano a vivere nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Ogni visita alla camera ardente ha portato con sé un aneddoto, una testimonianza del suo impatto positivo sulla vita degli altri.

Sin dai suoi inizi come autista per la raccolta del latte per la Cabre di Cadignano, fino all’attività con la moglie Rosa nel Minimarket “Da Rosa”, ha sempre regalato sorrisi e buonumore a chiunque incontrasse.
Il suo carattere solare è stato sottolineato dai residenti del Borgo e di Ripa d’Oglio. Per anni, Cristoforo ha dato il via agli eventi del rione con la sua storica Fiat Topolino, decorata con cartelli e altoparlanti, indossando un cappello da cowboy durante le sfilate e le gare di asini. “Arrivava da noi chiedendo aiuto per organizzare gli eventi – ricorda Stefano Magri – la sua Topolino era un segnale di festa per tutti”.
La Topolino, recuperata con amore da un pollaio a Robecco d’Oglio, è stata restaurata con passione. “Non appena aperta l’autoscuola, l’aveva decorata con il nostro adesivo”, raccontano il figlio Sandro e la nuora Paola.
L’impresa in barca fino a Venezia
Cristoforo è stato una figura centrale nel gruppo “gli amici del fiume”, legato al fiume Oglio, una fonte di vita e tradizione per Pontevico. Il 23 giugno 1978, insieme a un gruppo di amici, ha intrapreso l’eroica impresa di navigare dalla Boschina di Pontevico fino al Canal Grande di Venezia. “È stata un’idea che abbiamo realizzato rapidamente – racconta Francesco Gobbi, presente a bordo della barca di Cristoforo, la Lord 440 – eravamo tre motoscafi con motori fuoribordo, e abbiamo vissuto avventure memorabili in quei tre giorni”.

Il 25 giugno 1978, dopo due giorni di navigazione e notti in tenda, ricevettero una medaglia dall’assessore allo Sport di Venezia. L’eroica impresa rimane nei ricordi di tutti, grazie all’allegria e alla resilienza di Cristoforo.
I momenti nell’autoscuola
Cristoforo ha lasciato un segno indelebile nei cuori di molti ragazzi che ha accompagnato durante le lezioni di guida. “Aveva sempre una battuta o un sorriso, aiutandoci a vivere con serenità queste prime esperienze – ricordano alcuni di loro – era capace di ascoltarci e farci vedere il lato positivo delle cose”.
La sua predisposizione a vedere il buono negli altri e nelle situazioni ha arricchito le vite di chi lo circondava. Ogni incontro con lui era un’opportunità per ricevere incoraggiamento e affetto. La sua capacità di trasmettere gioia ha reso ogni addio un momento speciale, ricco di ricordi divertenti e affettuosi.
In conclusione, Cristoforo Costa non è solo un nome, ma un legame profondo con la comunità. La sua magia continua a vivere nei ricordi di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. E per me, caro Cristoforo, il saluto rimane sempre lo stesso: «Ciao Zio Cris!».