“Mi farebbe comodo un po’ della tua neurodivergenza, oggi”. Così un compagno di classe ha scherzato con Loris Rizzo poco prima dell’esame di maturità al Liceo Stradivari di Cremona.
Un talento da scoprire
Loris Rizzo, 19 anni, originario di Verolanuova, ha affrontato l’importante passaggio della maturità, un momento temuto da molti studenti. Tuttavia, per Loris, questo è stato un momento da celebrare, grazie a una serie di «superpoteri» che lo contraddistinguono: consapevolezza, razionalità e una calma invidiabile. La sua storia insegna a non concentrarsi sulle difficoltà, ma a puntare sulle proprie abilità, che includono una spiccata predisposizione per i numeri, un talento innato per il pianoforte e il canto lirico, nonché un “orecchio assoluto”. Il giorno dell’esame, Loris è stato il primo a entrare, esibendosi in una performance che ha intitolato “Io e la musica”.
“La musica fa parte di me da sempre; è stata una chiave magica per comunicare quando le parole non bastavano. Senza la musica, non sarei chi sono oggi”,
afferma Loris, chiarendo l’importanza della musica nella sua vita.
Un percorso difficile ma necessario
“La musica non è stata solo una passione, ma un trampolino di lancio per Loris. Abbiamo sempre cercato di creare le condizioni per permettergli di esprimere i suoi talenti”, raccontano i genitori, Germana e Marco, soddisfatti del percorso intrapreso. “Purtroppo, abbiamo anche incontrato resistenze culturali per l’inclusione: ci hanno consigliato di seguire un percorso differente, limitando le interazioni con i compagni e l’apprendimento”.
La svolta decisiva
Nel suo cammino ci sono state figure chiave, tra cui la pedagogista Daniela Gennari, che ha creduto nelle potenzialità di Loris. La vera trasformazione è avvenuta durante il Pcto al terzo anno di Liceo, quando la famiglia ha deciso di cercare un’esperienza inclusiva nel campo musicale, rifiutando una proposta di tirocinio nell’archivio scolastico.
“Abbiamo trovato l’associazione “Si può fare Aps” e il suo presidente, Davide Zubani, che ha visto il potenziale di Loris. Con lui, Loris ha avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con un maestro di pianoforte, il vicepresidente Claudio Severgnini, e questo ha portato a una crescita esponenziale in tutti gli ambiti”, racconta la madre.
Loris ha condiviso la sua esperienza, dicendo: “A volte mi sentivo invisibile, ma grazie ai concerti con la “Si può fare band” mi sento più aperto e libero di essere me stesso”.
“Il nostro primo incontro è stato semplice: ho trattato Loris come un musicista, non come un allievo. Questa amicizia ci ha arricchiti entrambi”, afferma il maestro Severgnini.
Il presidente Zubani ha commentato: “Loris ha vissuto una trasformazione significativa, culminata con la sua partecipazione al G7 di Assisi, un traguardo che ha messo in luce le sue competenze”.
Un messaggio di speranza
“Nel suo elaborato per l’esame orale, Loris ha saputo collegare la sua esperienza musicale a filosofi come Nietzsche e artisti come Wagner, affrontando anche il tema della diversità e delle barriere sociali”, raccontano i genitori. “La sua unicità, invece di essere un ostacolo, è diventata la forza che gli ha permesso di esprimere la sua energia vitale. Ci auguriamo che la nostra storia incoraggi altri genitori a credere nelle potenzialità dei propri figli, anche quando il cammino sembra in salita”.
Verso il futuro
Ora che il percorso scolastico di Loris è giunto al termine, il suo futuro professionale è pronto a prendere forma.
“Vorrei lavorare come musicista nella “Si può fare band””,
ha dichiarato con sicurezza. Grazie alla legge sul progetto di vita del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, Loris potrà intraprendere un percorso che valorizza le sue capacità e le sue passioni, con il supporto di enti e associazioni. Regione Lombardia finanzierà il suo tirocinio, offrendogli anche uno stipendio e una copertura assicurativa. Per Loris, il futuro si prospetta luminoso, sia come musicista che come accordatore, ma per ora si gode le vacanze estive e il meritato riposo.