Grazie a un bando regionale, i documenti storici dell’archivio comunale di Gottolengo saranno restaurati e resi nuovamente disponibili, raccontando quasi tre secoli di storia del territorio. Il Municipio ha ottenuto oltre 13mila euro per l’inventariazione della Sezione antica dell’archivio, che va dal 1388 al 1815, grazie ai fondi stanziati da Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2026, che ha un budget complessivo di 1 milione e 700mila euro per 101 progetti dedicati a musei, archivi e biblioteche.
Il progetto di inventariazione
Il progetto, intitolato «Le Radici della Memoria. Inventariazione della Sezione Antica dell’archivio comunale di Gottolengo (1388 – 1815)», mira a integrare l’inventario storico esistente con una descrizione analitica informatizzata della documentazione più antica. Il sindaco Daniele Dancelli ha sottolineato l’importanza di questo patrimonio documentario, che è di grande valore per la sua antichità e per il tipo di documenti conservati. «È essenziale un intervento di riordino e inventariazione tramite il software ArchimistaWeb per preservare la memoria e rendere accessibili le preziose informazioni in essi contenute», ha dichiarato Dancelli.
La storia dell’archivio
La documentazione conservata presso l’archivio comunale copre un arco di tempo che va dal 1388 fino al ventesimo secolo. Fino al 1950, la sezione ha subito un intervento di riordino realizzato dalla Cooperativa Arca nel 1999, in occasione del trasferimento del materiale dall’ex Teatro Zanardelli alla soffitta del Municipio restaurata. Tuttavia, l’inventario attuale risulta sommario e non offre descrizioni dettagliate, soprattutto per il periodo più antico, che è cruciale per la storia della comunità.
Il valore dei documenti storici
«Da un primo vaglio dei documenti antichi, si nota come essi siano di particolare pregio e ricchi di notizie inedite – afferma il progetto curato da Maria Teresa Celsa, responsabile dell’area amministrativa del municipio scomparsa nel 2022 – La corrispondenza dei Deputati della comunità dei secoli XVI-XVIII reca informazioni sul rapporto con la chiesa locale, il convento dei Padri Carmelitani di San Girolamo, e con diverse famiglie nobili e comunità vicine. Questi documenti contengono nomi di luoghi e persone che, se trascurati, rischiano di andare perduti, privando studiosi e comunità di elementi fondamentali per la ricerca storica e anagrafica.
È proprio grazie all’inventariazione analitica prevista che la documentazione potrà essere valorizzata, offrendo spunti per la conoscenza della storia, della natura, dell’economia, della politica e della cultura del territorio. È urgente intervenire sul nucleo più antico di questi documenti, in parte danneggiati dall’umidità, per evitare che diventino illeggibili.
Al termine del lavoro, i dati saranno disponibili in formato cartaceo ed elettronico, consentendo una consultazione e una divulgazione online attraverso il sito del Comune e i canali social. «Questo intervento di riordino rappresenta la base per un progetto di valorizzazione più ampio che il Comune intende realizzare, consapevole che l’archivio storico potrà offrire nuovi spunti per promuovere la conoscenza del territorio – ha concluso il sindaco – Si potranno realizzare attività didattiche con le scuole, conferenze e mostre documentarie per far conoscere alla comunità il proprio patrimonio».