Politica in fermento

Il sindaco di Bagnolo Mella scrive a Giorgia Meloni: «L’onorevole Cristina Almici ci fa la guerra»

Il primo cittadino denuncia un clima di tensione politica e critica l'atteggiamento della parlamentare di FdI.

Il sindaco di Bagnolo Mella scrive a Giorgia Meloni: «L’onorevole Cristina Almici ci fa la guerra»

Il sindaco di Bagnolo Mella, Stefano Godizzi, ha espresso in una lettera inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni le sue preoccupazioni riguardo al deterioramento del clima politico locale. Godizzi, eletto nel giugno 2024 alla guida di una coalizione di centrosinistra, attribuisce tale situazione all’atteggiamento dell’onorevole Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia e ex sindaca di Bagnolo Mella. La lettera ha suscitato una reazione immediata e severa da parte della parlamentare.

La lettera al premier

«Onorevole Giorgia Meloni, sono Stefano Godizzi, sindaco di Bagnolo Mella dal giugno 2024, e Le scrivo con una certa ritrosia, consapevole dei numerosi e importanti impegni che La attendono sul piano nazionale e internazionale – si legge nella lettera – Tuttavia sento il dovere di segnalarle come il clima civile nel Comune che amministro si sia gravemente deteriorato dopo la sconfitta elettorale dei miei predecessori. Posso comprendere la delusione e l’amarezza della mia diretta competitrice, l’onorevole Cristina Almici, eletta alla Camera dei Deputati con Fratelli d’Italia e sindaca di Bagnolo Mella per due mandati, ma credo che la politica debba avere valori e limiti e non possa trasformarsi in una lotta senza quartiere contro tutto e tutti. Questo atteggiamento estremamente aggressivo non sembra nemmeno aver prodotto grandi risultati politici, considerato che la lista della mia avversaria si è fermata al 46% dei voti, pur potendo contare sul sostegno dei partiti della coalizione di Governo che, alle contestuali elezioni europee, a Bagnolo Mella hanno sfiorato il 60%. Già sei mesi dopo il mio insediamento avevo lanciato un appello ad abbassare i toni e ad avviare un confronto più pacato, ricevendo però soltanto un pubblico e sprezzante rifiuto. Il problema non riguarda i rapporti personali, ma la vita civile della comunità di Bagnolo Mella».

Un clima di tensione crescente

Godizzi ha successivamente analizzato gli episodi che, a suo avviso, hanno contribuito a creare un clima di forte tensione.

«In questi anni nel mirino dell’onorevole Almici sono finite associazioni di volontariato, accusate ingiustamente di danneggiare beni comunali o di non pagare le imposte dovute; oppure i volontari che curano le aree verdi, indicati come un pericolo per l’incolumità pubblica e accusati di non utilizzare i dispositivi di protezione. Si tratta di accuse gravi quanto infondate, che non fanno altro che esasperare gli animi. Nel dicembre 2025 la nostra casa di riposo pubblicò un bando per la vendita di una cascina di sua proprietà. L’onorevole Almici dichiarò pubblicamente che vi fosse già un compratore, gettando ombre sull’operazione. Il bando andò invece deserto proprio perché non esisteva alcun acquirente “occulto” e dovette essere ripubblicato alcuni mesi dopo. Il punto, però, è un altro: a cosa serve tutta questa acredine? Io stesso sono stato destinatario di una richiesta di risarcimento di 116.905,01 euro con l’accusa di aver danneggiato l’attività di commercialista dell’onorevole Almici provocando un presunto esodo di clienti dal suo studio. Credo di essere l’unico sindaco d’Italia ad aver ricevuto una richiesta del genere. Al di là della singolarità dell’accusa, ciò che registro è che questo continuo susseguirsi di polemiche sta andando oltre ogni limite».

Richiesta di un dialogo costruttivo

Nella parte finale della lettera, Godizzi evidenzia altri episodi che, a suo avviso, alimentano un clima di allarme nella comunità.

«Un giorno si sostiene che la casa di riposo abbia deciso di ridurre i posti letto degli ospiti, circostanza del tutto inventata; un altro viene presentata una mozione per descrivere Bagnolo Mella come il Bronx della Bassa Bresciana, un Comune in preda allo spaccio e con l’ordine pubblico compromesso – conclude la missiva – I dati raccontano una realtà diversa: non viviamo in un paradiso, ma nemmeno in un inferno. Questi giudizi ingenerosi non tengono conto dell’importante lavoro che Prefettura, Questura e Forze dell’ordine stanno svolgendo nel contrasto alla criminalità. Per brevità non elenco il continuo stillicidio di polemiche, accuse e insinuazioni che negli ultimi due anni hanno coinvolto numerose realtà istituzionali e associative del paese. Non credo che la politica stia dando il meglio di sé a Bagnolo Mella, quella politica definita da Paolo VI “la forma più alta di carità”. È un peccato che le energie dell’opposizione, e in particolare dell’onorevole Cristina Almici, vengano disperse in una sorta di guerriglia politica che non porta vantaggi a nessuno. La minoranza ha tutto il diritto di esprimere idee diverse e di criticare l’operato dell’Amministrazione, ma senza gettare accuse e allarmi in ogni direzione. Mi sono deciso a scriverle nell’interesse della mia comunità perché vorrei che fosse restaurato un confronto più sereno e costruttivo, pur nella diversità delle opinioni. Se Lei, dalla Sua importante posizione istituzionale, riuscisse a rendere il clima di Bagnolo Mella meno turbolento e avvelenato, credo che l’intera comunità Le sarebbe grata».

Le motivazioni del sindaco

A corredo della lettera, Godizzi ha esposto le ragioni del suo intervento.

«Ho scritto all’onorevole Meloni perché sento il dovere di difendere le associazioni e le istituzioni bagnolesi – ha affermato – L’opposizione può benissimo criticare l’Amministrazione comunale, è un suo diritto. Ciò che non è ammissibile è che coloro che lavorano nelle associazioni debbano vivere con l’incubo di essere fotografati, accusati, contestati o segnalati. Ho già chiesto di riportare la serenità nella comunità di Bagnolo Mella, ma senza risultati. Non è uno scontro tra persone, ma la difesa di tante persone che lavorano nelle associazioni o nelle istituzioni. Persone che meritano di essere ringraziate e non essere prese di mira. Spero che la lettera all’onorevole Meloni serva a tutti per riflettere sul peso delle parole e sulla correttezza dei comportamenti, nella speranza di riportare un po’ di tranquillità a Bagnolo Mella».

La reazione di Almici

La risposta dell’onorevole Cristina Almici non si è fatta attendere e ha rigettato le accuse mosse nei suoi confronti.

«Nell’apprendere di questa iniziativa sono rimasta senza parole – ha commentato – Ritengo che in questo modo si sia toccato il fondo. Anche se, pensandoci bene, la cosa non sorprende più di tanto nell’atteggiamento di chi ha sempre cercato di allontanare la verità travestendosi da vittima. Nella lettera si parla di riappacificare il clima a Bagnolo. Ancora una volta parole vuote alle quali corrispondono fatti diametralmente opposti. In realtà questo tentativo di mettermi in cattiva luce davanti ai massimi esponenti del partito che rappresento a livello nazionale non è altro che l’ennesimo attacco a livello personale. Se l’intenzione era quella di frenare il mio impegno a tutela dei cittadini bagnolesi e interrompere il controllo sull’attività amministrativa, mi dispiace deludere l’autore di questo gesto così roboante, ma non ci è riuscito. Al contrario continuerò, nel rispetto del ruolo dell’opposizione, a dedicare tutta l’attenzione che merita la comunità di Bagnolo Mella. Non mi sembra che segnalare disservizi e ritardi della Giunta possa essere considerato un insulto. Ben più grave è il comportamento di chi attacca alle spalle indossando falsamente l’abito della vittima. Una grossa delusione dal punto di vista umano che, però, non limiterà il mio impegno per il mio paese».